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OGNI 3° DOMENICA DEL MESE DALLE 10:00 ALLE 17:00

Secondo il filosofo Ludwig Feuerbach “Siamo ciò che mangiamo”
c’è un’identificazione tra ciò che scegliamo di mangiare, il nostro stesso corpo, la nostra mente e il nostro spirito; mangiare bene significa essere fatti bene, agire bene e pensare bene. Fare un mercato è quindi una questione filosofica e una questione politica in quanto azione sociale.

Stringere la mano di chi ci nutre porta la qualità ad essere connessa ai rapporti umani invece che a normative, etichette o responsabilità legali e a praticare la fiducia in un mercato nel quale produttore e consumatore possono guardarsi negli occhi.
Il progetto del mercato in Caracol nasce tra le diverse iniziative sognate e
realizzate praticando il mutualismo dal basso nelle sue diverse articolazioni
sociali: il sindacato, l’ambulatorio, il banco alimentare, la scuola popolare, con percorsi comuni in cui ci guidano solidarietà e condivisione.
Abbiamo condiviso i nostri sogni con Comunità per l’Agroecologia e la Sovranità Alimentare e con la Rete GAS vicentina e ci siamo subito trovati d’accordo sulla visione di un mercato come luogo e insieme di situazioni nelle quali prendono forma e si rinforzano reti sociali.
Un mercato che non sia mera compravendita, ma espressione di una Comunità di mercato basato su principi irrinunciabili:

  • la scelta vegetariana
  • il rifiuto di prodotti OGM e dei prodotti chimici di sintesi (produzione biologica e/o biodinamica)
  • il rifiuto di produzioni in cui si fa uso della sperimentazione su animali oltre che di allevamenti intensivi e pratiche violente e coercitive
  • l’utilizzo prevalente di materie prime e prodotti locali
  • il 100% di produzione propria e il rifiuto della rivendita
  • la dignità del lavoro nei campi
  • la politica dei prezzi condivisa
  • la garanzia partecipativa

La garanzia partecipativa è una pratica collettiva di controllo delle realtà
produttive e dei prodotti presenti nei mercati.Si tratta di una forma di controllo relazionale in cui la comunità che frequenta il mercato, i produttori e i compratori, sono invitati a farsi carico dell’affidabilità di tutti, produttori e prodotti. La garanzia partecipativa è un processo in cui l’idea della certificazione passa dal piano della forma a quello della sostanza mettendo d’accordo esigenze diverse:
il compratore vuole sapere quello che mangia ed il produttore potersi
concentrarsi sul produrre nella maniera migliore senza sprecare energie per inutili burocrazie.
L’idea dell’autocertificazione, nasce dalla necessità primaria di conoscere il
produttore, cosa produce, come lo produce, ed il suo impegno rispetto alla
manodopera impiegata, prevede la visita in azienda da parte di altri produttori
(di prodotti analoghi) e coproduttori e implica un nuovo sistema di relazioni e di verifiche, che diventi un percorso politico reale.
La garanzia partecipativa è un sistema di tutela della qualità orientato
localmente, fondato su una base di fiducia, di interdipendenza e di scambi di conoscenze.